L’acqua nei Plastici (1a parte)

Paesaggio Semplice (8)

L’acqua nei Plastici (1a parte) Iniziamo a vedere quali materiali si usa di solito per l’acqua: – Lastre di vetro o plastica, rugose, trasparente e colorate; imita una superficie di lago, semplice ma di poco realismo. – Resine a bi-componente liquide, da pre-mescolare e poi versare; ottime per particolari realizzazioni da esperti. – Granuli da riscaldare che diventano liquidi; anche questi sono ottimi, creano meno vapori nocivi, e sono più pratici. – Poi c’è chi usa la vernice trasparente; pratica, semplice, ma ce ne vuole tanta perchè non fà “spessore” e crea esalazioni nocive. – Da ultimo c’è chi usa il liquido per radiatori, con una pompa, per far scorre l’acqua finta nel plastico, cosa pericolosa per l’umido che attira nel plastico. Comunque sia la vostra scelta, vediamo dove e come fare, per inserire l’acqua in maniera “logica” nel micromondo del vostro Plastico. Prendiamo 3 confezioni, tipo grande, di Immaginazione; iniziamo a pensare che, sul vostro Plastico, arrivi la “nuvoletta di Fantozzi” e che cominci a piovere …. dove andrà a finire l’acqua ? L’acqua, finirà negli avvallamenti del vostro Plastico, poi si accumula nelle fosse, nei ruscelli, nei fiumi, dove più c’è spazio formerà delle anse, dei laghetti e alla fine, da qualche parte, dovrà pure uscire dal vostro Plastico … a meno che ….. a meno che nel plastico, non ci sia anche il mare …. ( questo non me lo chiedete, perchè è “duro” da realizzare ) Premetto che, parlerò di condizioni “Meteorologiche” normali, e non di alluvioni, durante il suo percorso, nei campi, lungo le strade e lungo la ferrovia, sarà “incanalata” e contenuta da argini in terra, di varia forma e dimensione, da muri di vario tipo, ci saranno ponticini, sovrappassi, opere urbane e ferroviarie che si devono “difendere” dall’erosione dell’acqua, teniamo presente anche la dimensione dei corsi d’acqua, che “dovrebbero” essere proporzionati alla portata delle pioggie ….. detto questo … sù le maniche, e cominciamo. Le fosse di scolo lungo i campi e strade sterrate. Sono piccole e facili, basta “rialzare” un pò l’erba ai lati e tingere il centro con del marrone lucido, anche denso e … mi raccomando, fatelo a “mano” e non con il righello … nei campi sono frequenti e di Epoca 1 ( poi vi diro perchè …) I ruscelli liberi di montagna. Non servono gli argini, perchè la corrente ed il tempo, hanno già scavato il terreno, il fondo và formato con gesso o stucco denso, steso con un pennello con movimento ondulato, lasciandoci “apposta” le “striature” che fanno le setole del pennello; ai lati devono rimanere delle piccole “anse” di sabbia, alla fine, pitturate tutto di color marron-grigio. Delle alghe sempre presenti sulla parte più fonda, le facciamo con vernice verde cupo, degli “acciottolati” di sassi tondeggianti,sia piccoli che grandicelli, sistemati al lato opposto delle anse di sabbia, li mettiamo ad arte, con poco vinavil. Nei ruscelli, di acqua se ne vede ben poca, quindi basta anche pochissimo spessore di vernice trasparente per dare l’effeto giusto, fra un sasso e l’altro, ri-passateci più trasparente, così sembrano pozze di “bagnato”. Nel bosco, i ruscelli sono quasi invisibili, perchè ricoperti o nascosti da alberi e vegetazione, invece quando si avvicinano alla “civiltà”, sono “diserbati” ma, a volte contengono del “pattume di scarico” vario; sacchetti di plastica, bottiglie, barattoli, e quì siamo passati all’epoca 4 e 5 .. (putroppo). Il loro passaggio sotto alla ferrovia o alla starda, è effettuato con piccoli tubi di cemento o piccole opere di sasso. I fossati di pianura incanalati dall’uomo. Servono degli argini, in genere sono a sezione “tronco-conica” e possono essere; di terra, o di sasso, al limite …. di cemento invecchiato ( bruttini , ma … veri ). Questi argini li facciamo con delle striscie di polistirolo a forma “conica”, il quale, invecchiato e sporcato con tinte grigie imita i sassi, ricordiamoci delle muffe e delle erbacce che nascono tra i sassi. Se lo si ricopre completamente di erbacce, otteniamo gli argini di “terra piena” che troviamo in periferia, sopra a questi argini c’è sempre un viottolo pedonale o ciclabile. ( molto usato come scorciatoia dagli agricoltori ) Cominciamo a prendere le dimensioni, la larghezza dell’alveo è come un’auto, la larghezza alla base degli argini è quasi la stessa. Quì l’acqua è piuttosto tranquilla, non ci sono sassi o spiaggette, ai lati la vegetazione è monotona, c’è qualche alberello o arbuso in quà ed in là e tante canne di fiume. Quì vanno bene anche le “lastre” di Plastica, oppure fare una “colata” di gesso, se ci volete le canne, mettetele “prima” che asciughi il gesso . Poi coloriamo di marrone lucido, se vogliamo movimentarlo con qualcosa che galleggia, ci possiamo mettere degli uccelli, qualche barchino da cacciatore ed al limite … le solite “monnezze” della nostra epoca. Evvai cribbio, anche questo è lungo, voi intanto concentratevi per vedere dove “piove” sul vostro plastico, che la prossima volta vi dico come fare gli altri tipi di Fossi e Fiumi, ma niente Mare ( è troppo salato ) …. Saluti da Montecatini … Armando FK