Il Terreno nei Plastici (2a Parte il Terreno)

Paesaggio Semplice (11)

Il Terreno nei Plastici (2a Parte il Terreno)

Riprendiamo il discorso dal caos di “doppi-metri” appoggiati sulla tavola, della puntata precedente.

Come per la stazione, anche la “linea piena” la possiamo allargare e muovere continuamente, abbiamo il vantaggio di poter “pre-vedere” le pendenze; appoggiandoli su pezzi di polistirolo o su scatole, potrete cambiare e variare anche le quote di salita più adatte al vostro plastico; poi, quando il tutto, cioncide con il vostro progetto ferroviario, segnatevi e riportate sulla tavola, tutti i punti di riferimento, le quote di altezza e sgomberare senza paura il tutto.

Adesso vediamo come inserire il terreno in tutto questo “semi-caos” di linee; per mè è impossibile descrivere “tutte” le varianti che voi avete in mente, di conseguenza, per meglio spiegarmi, devo fare un’esempio particolare … diciamo …. lo spigolo anteriore-sinistro del plastico, quindi ri-mettiemo il finto binario, solo in quell’angolo di Plastico.

In questo punto, il binario diritto che arriva dalla vostra destra, è “obbligato” a curvare a “destra”, verso la parete di fronte, sennò andrebbe fuori Plastico, giusto ?, così ci rimane il classico “triangolo maledetto” del paesaggio, sul quale non ci viene mai in mente cosa farci o su cui è difficile inventarsi qualcosa.

Esaminiamo prima alcuni fatti; è solo, e soltanto, la “nostra” ferrovia, il nostro micromondo, che “deve per forza curvare”, ma nella ferrovia vera, ( loro .. non hanno problemi di “tavola” ), per quale ragione, gli ingegneri che la costruiscono … hanno curvato ?
– Perchè la prossima stazione è proprio in quella direzione …
– Perchè si trovano davanti un borgo antico, che devono scansare …
– Perchè di fronte c’è una grossa montagna da aggirare ..
– Perchè c’è un burrone da evitare ..
– Perchè c’è il terreno paludoso, che non offre garanzie di attraversamento in quel luogo …
– Perchè girando, si imbocca una vallata, che è molto utile a prendere quota, e fà salire la Ferrovia verso le montagne. ( tutte le ferrovie di montagna, sfruttano le vallate ed il terreno a “mezza-costa” )

Voi, potete metterci tutte le soluzioni che volete, non ultima quella del “Vecchio Confine di Stato”, che è “politicamente invalicabile”, ma, per ri-complicarvi la cosa, vi ho scelto la più ecologica-paesaggistica, quella della salita nella vallata …

Una raccomandazione generale, quando pensate al paesaggio, fatevi “sempre” le classiche domande sul perchè la ferrovia ; è diritta, curva, sale o scende; questo “ragionare” vi aiuterà moltissimo; infatti, se pensate ad un’ambiente di stazione, nella realtà NON ci mettono gli scambi perchè … sono belli, sono novità o perchè lo consiglia la ditta … li mettono, perchè sono “utili” al movimento dei treni e quindi hanno una “logica” di esserci.

A questo punto, abbiamo scelto una “logica” del perchè la Ferrovia “curva”; dobbiamo solo stabilire, le misure e le varie quote della “vallata”, del fiume e del terreno in relazione alla ferrovia che già avevamo segnato prima. ( credetemi … che, a scriverla o leggerla, è dannatamente più lunga e complicata che a farla )

Il fondo-valle, lo facciamo subito; prendiamo il filo di ferro, lo modelliamo con semi-curve, e lo posiamo accanto al binario, per vedere a che distanza verrà il letto del fiume; di sicuro il fiume, “entra” ed “esce” dal Plastico, con un livello di altezza differente, quindi, mettiamo uno spessore sotto al “ferro-fiume” su lato dove “entra”. ( deve essere in discesa, si può anche prevedere qualche cascatella, piegandolo di più … fate voi … )

Adesso che abbiamo: la “bozza”, le misure, tutte le quote della Ferrovia e del fondo-valle, dobbiamo metterci il terreno; per fare questo, prendiamo i vecchi giornali, li strappiamo e li “appallottoliamo”, un foglio alla volta, fino a riempirne un cestino o due, non facciamoli troppo “tondi” nè troppo “stretti” e della grandezza dai 4 cm ai 7 cm al massimo.
Possiamo anche usare quelle “linguette” o “triangolini” di Polistirolo, che ci sono in certi imballaggi … ma attenti all’effetto elettrostatico.

Prima di rovesciarli sul Plastico, vediamo di mettere ai lati, dei bordi provvisori, di polistirolo, di cartone, meglio sarebbero dei bordi di compensato.

Quando li rovesciamo, si crea un “monte”, che copre tutto, ma essendo leggeri non muovono nè i binari, nè il fiume, ora iniziamo a “scavare”; cioè toglierli, solo quelli che “coprono il fiume” e solo quelli che sono sulla verticale del fiume, questo farà “crollare” le pareti in maniera naturale, quando avremo scoperto il “ferro-fiume”, vedrete già, l’iclinazione e la forma che avrà il terreno della vostra vallata.

Nel caso che “crollassero” troppo, possiamo metterci dei pezzetti di carta imbevuta di vinavil, nei punti in cui si toccano, così vengono bloccati; riguardatevi bene, questo primo risultato, se non vi piace così com’è, cambiate o spostate il fondo valle, se vi piace, andiamo avanti.

Modelliamo ancora la nostra vallata; le valli non sono mai a V perfetta, ( come le lancette dell’orologio sulle ore 10,10 ), ma hanno un lato più dolce ed uno più ripido, ( come le lancette sulle 11,12 ), questa parte “dolce”, è quella spesso usata dagli ingegneri delle ferrovie. ( in quanto richiede meno opere ferroviarie, meno scavi, ed in genere, è anche quella più abitata ).

Cribbio …. siete ancora lì ? …. okkey …. adesso cominciate a meditare, e continuate a immaginare il vostro micromondo sempre più “personalizzato” e “arrapante”, finchè non vi preparo le altre puntate …
Come dite ? … non ho ancora spiegato cosa c’entra il filo di lana ? … ve lo dirò, vel lo dirò, ma da ultimo …

Saluti da Montecatini … Armando FK