Il Terreno nei Plastici (1a Parte il Progetto)

Paesaggio Semplice (10)

Il Terreno nei Plastici (1a Parte il Progetto)

Vi ho già parlato di Viottoli, Strade, Rocce, Acqua … tutti questi elementi hanno una cosa in comune … appoggiano sul terreno.

Il progetto del territorio, è molto importante, ricordiamoci che, nella realtà, il paesaggio c’era già PRIMA; e che la Ferrovia è venuta molto dopo … mentre in un Plastico, in genere, posiamo “prima” la Ferrovia e “dopo”, adattiamo il paesaggio; alla fine ci accorgiamo che alcuni punti non sono “credibili”, quindi è utile, trovare una soluzione paesaggistica accettabile, prima della costruzione.
Per progettarlo meglio, devo farvi tornare indietro nel tempo, e vediamo come ottenere una giusta collocazione e forma.

La prima vera “terra” del nostro plastico, è … emozionante, bellissima, liisssciaaa, candida, pulita, senza un graffio, senza un segno ed ha ancora il profumo e la segatura del Falegname … la tavola di legno !

Quando siamo in più persone, si comincia a “smanettare” con le mani, dicendo:
– In questo punto ci viene il monte alto così .. ( con le dita in basso, a forma di cono )
– Vedi .. quì ci facciamo la collina che sale così .. ( muovendo la mano, con le dita aperte )
– Nel mezzo della valle .. ci facciamo scendere il fiume .. ( zigzagando con la mano a cucchiaio )
– La stazione viene in questo punto .. ( quì, ci vogliono due mani, e le braccia aperte )
– Da questo lato, ci facciamo la galleria ( con la mano, appoggiata a paletta verticale )
– Il quadro comandi lo mettiamo … lo mettiamo … ( e le mani servono a … grattarsi in capo )

Quando siamo da soli … la cosa cambia …. ahhh, questo, è uno di quei momenti che “prende dannatamente bene” mettiamo subito, “al volo”, i primi spezzoni di binario, una Locomotiva, qualche vagone, ci si accuccia accanto al legno, le ginocchia ci fanno “click e clack”, sottovoce, ci scappa il famoso “ciuf, ciuf, ciuffffe”, i più bravi, mettono le mani a “cannocchiale” e riescono a vedere anche il fumo, mentre da lontano, si sentono i classici rumori di fondo … la cena è prontaaa … ma lo sai che ore sonooo … è tutto il giorno che sei lìiii… ( loro, non capiscono … )

Sono momenti pieni di entusiasmo, ma purtroppo ….la volta dopo, ci siamo già dimenticati il 70% di cosa avevamo in mente; quindi, è proprio questo, il momento cruciale, in cui bisogna mettere “su carta”, con dei piccoli disegni o bozze, tutte le idee che ci vengono alla mente per realizzare il nostro micromondo; montagne, vallate, gallerie, ponti, strade, fiumi, boschi … insomma tutto ciò che riguarda il contorno all’ambiente Ferroviario.

Questi disegni, queste bozze, saranno molto utili quando poseremo il binario; perchè ci “indirizzano” anche sul raggio di curva più idoneo da usare, sulla pendenza delle salite che è meglio eseguire, sul tipo di ponte da mettere e dove prevedere, tutte le opere che serviranno sul plastico; la maggioranza di questi disegni non serviranno subito, verranno accantonati, magari riutilizzati in seguito, e comunque, resteranno sempre un bel ricordo. ( mai buttarli via !! )

Non tutti siamo bravi disegnatori, quindi vi faccio fare, alcune “prove semplici”, per aiutarvi a fare questi disegni-bozze più facilmente.

Dopo il blocco notes, gomma e matita, procuriamoci; dei vecchi giornali, un paio di “doppi-metri di Legno” ( quelli classici da Falegname ), del filo di lana e del filo di metallo.

Chi non avesse capito cosa serve il blocco notes e la matita, è bene che cambi Hobby …. per gli altri materiali, ora ve lo spiego.

Il primo impegno che troviamo, è quello del tracciato ferroviario; di solito lo “scriviamo” sulla tavola con: metro, righello, compasso gigante, dati, quote, misure e scritte varie …. tutto bello ma, dopo poche variazioni, ci troviamo la “tavola” piena di scarabocchi.

Tracciamo il nostro percorso ferroviario, in un’altra maniera, più flessibile; usiamo i “doppi-metri”, che allunghiamo e possiamo piegare, come se fossero dei binari flessibili, oppure anche del filo di ferro e appoggiamoli sulla tavola.

Creiamo prima un esagono allungato che rappresenti il massimo ingombro della stazione; deve essere lungo da scambio a scambio e largo quanto il numero dei binari previsti; questo “esagono” di stazione, lo possiamo allungare, allargare, spostare avanti e indietro, piegare in curva e addirittura mettere su degli spessori per “vedere” anche la quota. ( più pratico di così …)
Costruiamo anche dei “quarti” di curva da 90 gradi, per vedere se riusciamo a “girare” negli spazi che abbiamo sul plastico, posateli sulla tavola e riproducete, a grandi linee, tutto il circuito dei binari che volete realizzare del vostro plastico.
Non preoccupatevi a quale raggio “esatto” corrispondano le curve, li misurerete con dei binari “veri” alla fine, state solo attenti a non “curvarli” troppo stretti.
Per i binari diritti, non facciamo assolutamente “niente”, infatti, basta osservare bene le uscite o le tangenti delle curve, se corrispondono bene …. non è difficile immaginare i pezzi diritti …

Avete fatto tutto ? …. okkey …. adesso rimanete “ammezzati” finchè non vi preparo le altre puntate …
Intanto cercate i materiali giusti, e iniziate a immaginare il vostro micromondo sempre più “personalizzato” e completo.

Saluti da Montecatini … Armando FK