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Sito e forum dedicati al fermodellismo a tre rotaie gestito da appassionati senza fini commerciali. Qui trovate notizie storiche e suggerimenti tecnici per i vostri modelli vintage e moderni. Il nostro hobby viene praticato in molte maniere diverse, tutte ugualmente valide: hai un plastico? oppure sei un collezionista? oppure un semplice appassionato? Non esitare a scrivere nel forum, tutti gli interventi sono benvenuti ... Postate foto e video del vostro plastico e chiedete aiuto per ogni problema o curiosità inerente al nostro hobby.

Mi sono stancato... Mollo tutto

Moderatore: Schnellzug

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Schnellzug
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Mi sono stancato... Mollo tutto

#1 Messaggio da Schnellzug »

Cari tutti, voglio condividere con voi una decisione non presa, ma che sta maturando.
Comincio a pensare di smontare tutto e lasciare perdere il modellismo ferroviario.
Vado con ordine. Ho un plastico piuttosto grande che avete conosciuto a poco a poco mentre lo stavo realizzando. Si trova in un ambiente dedicato, munito di sistema di deumidificazione e con buona ventilazione naturale all'occorrenza. Realizzato solo da me, in circa due anni. Materiali originali Marklin, quasi completamente digitale, con inseriti particolari della tradizione Marklin anni 60 e seguenti del secolo scorso. Tecnologia digitale, dicevo, non esasperata ma utilizzata con raziocinio, per controllare i convogli e buona parte degli scambi.
Tutto molto bello e divertente? No.
Mille piccoli inconvenienti e poco divertimento. Locomotive che di bloccano continuamente, senza causa apparente, anche dopo accurata pulizia dei binari. Vagoni e loco che sviano senza apparente motivo in tratte percorse altrimenti in continuazione da convogli delle più disparate composizioni. Locomotive che talvolta smettono improvvisamente di obbedire ai comandi, tanto da costringermi a bloccare tutto in emergenza e fare un reset generale. Decoder scambi che si bloccano senza apparente motivo.
L'impianto è grande, e per raggiungere alcuni punti debbo infilarmi sotto il piano binari e raggiungere le botole di accesso alle zone lontane o nascoste. Alla mia verde età, ed in particolare ora che ho avuto un trauma ad un ginocchio, non è proprio il massimo della gioia.
Mi chiedo: come mai nel precedente impianto non succedevano questa cose? L'ambiente è lo stesso, anzi migliorato e ristrutturato. I binari sono i soliti, sia K che C, i rotabili anche.
Che sia ora, ormai di lasciare perdere? Sono forse io che non ho più pazienza? Sono troppo vecchio per infilarmi sotto ad un impianto?
Non lo so, ma la tentazione di mollare tutto è forte.
Giuseppe

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#2 Messaggio da Rearturo »

Hai Hai , Giuseppe... hai messo il dito nella piaga... ho smontato il vecchio plastico ( non ancora finito !)proprio per le difficoltà di accedere a determinati punti , causa le mie ginocchia fatiscenti.. Ora sono davanti allo spazio vuoto e non riesco a tirare fuori un progetto decente da realizzare..
Ho tantissimo materiale tutto digitale , binari C , scambi con decoder... piattaforma .. centralina nuova ..e uffa! non mi decido a partire... a 70 anni penso se ne valga la pena e che fare... non so!!!
Ciao
Arturo :hi:

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Torrepisana
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#3 Messaggio da Torrepisana »

Su ragazzi,non perdetevi di animo.
Per voi che avete le ginocchie doloranti,sarebbe meglio un inpianto stretto,lungo le pareti della stanza,50 o 60 cm sarebbero l`ideale.
Su youtube ci sono tanti esempi da copiare.
Su con la vita,io cerco di essere ottimista,anche nelle disgrazie.
MI si e`bruciata l`uscita del binario della CS2,dovro`fare una gita a Göppingen! :devil: :sad:
Romens.

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#4 Messaggio da Schnellzug »

Ecco, queste sono le cose che rafforzano la mia convinzione. In 22 anni di onorato servizio alle mie due CU 6021 non è mai accaduto nulla.
Al plastico lungo il muro.... ci avevo pensato. Vedrò.
Giuseppe

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sergiob
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#5 Messaggio da sergiob »

Schnellzug ha scritto: 14 giugno 2022, 15:16 ...
Al plastico lungo il muro.... ci avevo pensato. Vedrò.
Giuseppe può essere una buoa idea, ricordando l'ambiente, con tutto facilmente raggiungibile e magari realizzare al centro una penisola per parcheggiare i convogli.
Comprendo le tue riflessioni poichè anch'io da qualche tempo sto meditando sul tema.

Sergio

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#6 Messaggio da fulvio »

Non scoraggiarti, come hanno detto gli amici, anch' io ho difficoltà ad andare sotto il plastico avendo purtroppo vari dolori alle gambe e schiena (74 anni a fine giugno), ma tengo duro perchè dopo tanti anni di costruzione vedere il plastico mi rincuora..... fino che sono in vita.
Pensaci e pondera molto bene, forse segui i consigli di cui sopra.
Salutoni

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#7 Messaggio da sergiob »

Forse si potrebbe alzare il piano del plastico... :ridi: :ridi: :ridi: :ridi: :ridi:

Capisco, l'ho detta grossa :bigsmile: :giggle:

Sergio

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#8 Messaggio da claudio »

Never give up !
Due o tre grane di fila e viene la voglia di lasciar perdere tutto, ma poi si ricomincia.
Io ho compiuto i 70, ovviamente infilarsi sotto il plastico non è una passeggiata...... , ma cerco di resistere.
Il fermodellismo mi ha preso sempre di più, passando da acquisti di impulso (bello il colore di quella loco belga, la prendo, e poi non ho carrozze con un minimo di coerenza da trainare) ad un approccio più approfondito, grazie soprattutto al forum e quindi a voi.
Da qui uno studio delle epoche, dei periodi storici e delle tecniche costruttive delle loco, e sono ancora alle elementari...
L'effetto è stato quello di spegnere quasi del tutto la passione per l'automodellismo (1/43 soprattutto) che, essendo statico, ovviamente non da problemi.
Poi è chiaro che l'interesse va e viene, ci sono momenti di stanchezza e poi di ripresa della passione; per me questo ciclo alternato dura dagli anni sessanta....
Infine le problematiche di funzionamento.
Mi sono posto da circa due anni l'obbiettivo di fare girare ognuna delle mie loco (ora sono circa 80) almeno ogni tre mesi ed all'incirca ci riesco.
Devo dire che riscontro più problemini con spazzole, inversori e motori a singhiozzo delle loco analogiche e delta che con le macchine recenti, ed ammetto che non me lo sarei proprio mai aspettato.
Questa la mia esperienza.
Un grande augurio comunque di fare la scelta giusta, ben meditata e convinta.
Claudio
setterisbetter

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#9 Messaggio da marcok »

Pensaci bene prima di distruggere qualcosa fatto da te .
Qualora dovessi seguire questa via , fallo di dimensioni
piu' contenute per gestire al meglio i piccoli grandi
problemi come falsi contatti , blocchi , ecc .
Non solo l'eta' avanza , ma sei anche da solo .
Ciao
Marco
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#10 Messaggio da Torrepisana »

Penso che alcuni amici del foro abbiano costruito un plastico lungo i muri della stanza,adesso non mi ricordo chi siano,puo`darsi che postino qualche foto.( Vanni?)
Siamo quasi tutti vecchi e chi piu`o meno acciaccati,io con i miei 71 anni,( il 22) cerco di tenermi in forma,vado in palestra,lunghe passeggiate, fino a 20 Km,insomma mia moglie mi mantiene in salute.
Anche il mio plastico e`sempre in cantiere.
Romens.

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#11 Messaggio da 1borna »

Più grande e complicata è la plastica, maggiore è la possibilità che appaiano vari "fantasmi".
Backo mini express li ha dal primo giorno ed è costantemente alle prese con loro, ci sono alcuni modelli che per motivi noti solo a loro non lo faranno
andare da qualche parte dove passano tutti gli altri, preferendo saltare giù dai binari o dall'appartamento?
Poi finiscono su una plastica più piccola dove va tutto bene.
Può succedere che su alcune strade i circuiti chiusi siano realizzati su plastica, che poi creano frequenze aggiuntive che influiscono sui decoder, è necessario realizzare un progetto e uno schema elettrico più grandi, quindi vedi dove può succedere?
Noi che siamo più grandi a volte ci perdiamo d'animo e pensiamo di cosa avevamo bisogno?
Il pensiero intenso, il lavoro di plastica e le attività fisiche ci mantengono vitali perché se abbandoniamo tutto finiremo il nostro viaggio in questo mondo insoddisfatti e prima di quanto dovremmo!
Mi sono prefissato un lavoro complicato con plastica complicata a Zagabria, col tempo ho pensato che avrei dovuto lavorare più facilmente e che avrei finito prima, quindi sono ancora in un dilemma?
Ho ancora molto lavoro da fare per decorare l'appartamento dopo il terremoto, mantenere alcune auto in famiglia, quindi non posso dedicarmi completamente al solo lavoro sulla plastica.
Inoltre, appena fa caldo, scappo dalla folla cittadina in un tranquillo paesino sul mare ed è difficile per me tornare fino all'autunno e ai primi freddi.

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#12 Messaggio da Torrepisana »

Per Arturo,chissa`se avra`qualche idea.





Non sembra complesso,forse il Gleiswendel.
Romens.

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#13 Messaggio da Torrepisana »

IN questo video si vede meglio.

Romens.

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#14 Messaggio da sergiob »

Torrepisana ha scritto: 15 giugno 2022, 21:10 ...,forse il Gleiswendel.
Idea da non sottovalutare. [104]
Una riflessione sempre per le problematiche di "piegatura" (gambe, schiena) :nerd: , nella malaugurata ipotesi di blocco convogli nella Gleiswendel lato lontano bisogna comunque "infilarsi" sotto al piano. :dull: :mmm:

Sergio

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#15 Messaggio da Torrepisana »

Beh,puoi selmpre allungare un braccio se ci fosse una avaria nel Gleiswendel.
Romens.

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#16 Messaggio da marcobortolotti »

Grazie Romens, molto intrigante, accidenti mi hai messo in crisi con questo impianto, potrei arrivare alla conclusione di rivedere completamente il concetto di quello che sto progettando !!! :drunk: [142]

la semplicità sta facendo breccia tra i principi che mi avevano mosso ad iniziare un nuovo progetto alla luce anche di quanto espresso da Giuseppe a cui va tutta la mia solidarietà e la speranza che, domani, passato il momento di " bassa " che coglie tutti prima o poi, possa ritornare con piacere a trascorrere parte del suo tempo con il suo vecchio o nuovo impianto e, soprattutto, con tutti noi.

Mi sembra fosse Fumettino che indicava in un opportuno paio di lunghe pinze lo strumento adatto per intervenire in punti scomodi del tracciato, non so se sia percorribile, soprattutto con i mezzi più pesanti e/o delicati, ma bisognerebbe provare.

Saluti a tutti e buon fine settimana.

Marco

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#17 Messaggio da sergiob »

marcobortolotti ha scritto: 17 giugno 2022, 10:46 ...
lo strumento adatto per intervenire in punti scomodi del tracciato, ...
Marco
L'ideale sarebbe "non avere" punti scomodi, ma anzi un tracciato "tutto facilmente" raggiungibile!!! [104] [104] [104]
Purtroppo non sempre è possibile a causa della mancanza di spazio; ma a volte ci si lascia ingolosire nel progettare un tracciato a volte "esagerato" :itwas: :itwas: [104]

Sergio

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#18 Messaggio da Rearturo »

Grazie Romens , bello il plastico lineare .. mi spaventa l'elicoidale ...ma è già un passo avanti per una nuova pianificazione..
Ciao
Arturo :hi:

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#19 Messaggio da LucioTS »

sergiob ha scritto: 16 giugno 2022, 11:46
Torrepisana ha scritto: 15 giugno 2022, 21:10 ...,forse il Gleiswendel.
Idea da non sottovalutare. [104]
Una riflessione sempre per le problematiche di "piegatura" (gambe, schiena) :nerd: , nella malaugurata ipotesi di blocco convogli nella Gleiswendel lato lontano bisogna comunque "infilarsi" sotto al piano. :dull: :mmm:

Sergio
Perdonate la facile ironia, è solo per scherzare, non voglio sminuire il problema ma....
Basterà, nel caso, utilizzare la stampella per spostare il treno [101]
Tuto questo detto da uno che tra 2 ernie e 4 protusioni sa che i problemi esitono! Oltretutto ieri ho avuto un piccolo incidente in moto e oggi, causa solo le botte prese (santo casco, santa giacca, santi guanti, santi stivaletti, ecc..) non riesce manco ad alzarsi in piedi [106] ... però la moto funziona ancora anche se servirà qualche cerotto :doh:

Tornando alla riflessione di Roberto:
Certamente i problemi fisici contribuiscono allo sconforto ma mi pare di capire che i problemi fisici sono 'secondari'. Il problema principale, credo, sia lo sconforto di non veder filare tutto liscio.
Tra mancanza di alimentazione (captazione), sporco, problemi elettronici vari, ecc.. il fatto di pensare, ogni volta che si accende il plastico, chissà cosa succederà pone sfiducia in partenza. Poi, vedendo ad esempio il plastico di Vanni, capisco che tutto può funzionare senza grossi problemi e che quindi una soluzione esiste. Certamente ci vuole (tanta) pazienza per settare al meglio il tutto come, ad esempio, la distanza tra le ruote, il corretto funzionamento dei ganci, il settaggio del decoder e via dicendo.

Al momento sono in fase di progettazione del plastico e solo provare a disegnarlo e non riuscire a fare quello che vorrei mi getta nello sconforto. Poi, lascio passare un pò di tempo e ricomincio.
In fondo il nostro dovrebbe essere un hobby e non un obbligo ma se, come si dice, il 'gioco' non vale la candela ... bhe, sono decisioni personali basate su tanti fattori che non mi permetto di discutere.
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Saluti da Trieste
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#20 Messaggio da fulvio »

Mi aiuto anche con delle pinze prendi oggetti....tipo
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#21 Messaggio da Schnellzug »

Cari tutti,
prima di tutto grazie per la vostra amichevole partecipazione ai miei problemi.
Vi ho ringraziato tutti singolarmente, ma penso sia il caso, ora, di tirare delle conclusioni.
Prima: la nostra età non è più verde, e, come detto saggiamente, siamo soli. Ai ragazzi e giovani di oggi non interessa un cavolo dei treni elettrici. Preferiscono rimbambirsi con i giochi elettronici e scrivendo sciocchezze sui loro telefonini. Quando poi non ci si mettono i genitori. Ho regalato un pò di materiale ad un mio pronipote, che ora ha 11 anni. All'inizio mi è parso ineressato, ma poi sono sopraggiunti mamma e papà, rispettivamente per lo spazio occupato e per il costo "folle" del materiale Marklin. E ora il treno è nascosto non so dove. I miei figli, che ora hanno 36 e 32 anni sono stati da me molto stimolati, senza risultato alcuno. Il più grande recentemente mi ha chiesto cosa fosse e a cosa servisse il pattino, definendolo "sto coso". Tralascio altri dettagli sconfortanti. L'unica a capirmi è stata Maria Teresa, compagna comprensiva della mia vita e raffinata intenditrice, almeno a giuducare le varie loco che mi ha regalato, oltre alla perizia dimostrata nell'aiutarmi a preparare il paesaggio.
Seconda: il mal di schiena, ginocchia ecc. ci accomuna. E' una consolazione, ma anche un dato di fatto. Meno male che ci sono le medicine.
Terza: alzare il plastico. Impossibile, il piano è stato adattato ai muri irregolari, e la grandezza e peso sono tali da rendere impossibile l'impresa.
Quarta: un plastico più piccolo. Possibile, con sviluppo su di un maggior numero di livelli. Mi metterò a lavorare su di un progetto a settembre.
Quinta: sviluppo lungo il muro. Possibile, con modifiche al tavolo complesse e costose.
Sesta: le pinze prendi tutto suggerite da Fulvio. Utili, ma di difficile uso in spazi ristretti, secondo me. Per i rotabili bloccati problemi causa linea aerea. Andrò a vederla dal vivo. comunque.
Concludendo: ho meno voglia di smettere, grazie a voi.
Un abbraccio a tutti.
Giuseppe

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#22 Messaggio da marcobortolotti »

Perfetto,

concenttrarsi sul possibile e non rimpiangere il non accaduto ( tanto quando meno te lo aspetti qualcosa sempre accade, magari arrivando da dove non ti aspetti ) , essere coscienti delle proprie fortune, più preziose ogni giorno di più.

Detto così sembra facile, ma facile non è , te ne sarai già accorto ma è sempre qualcosa che è importante ricordarsi ogni tanto.

PS.: le pinze KEKOI mi sembrano le migliori anche solo per il faro e la testa rotante.

Aspettiamo di vedere il tuo nuovo progetto .

Marco

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gallimbeni
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#23 Messaggio da gallimbeni »

Come ti capisco Giuseppe...
Io ho 64 anni, forse qualcuno meno di te, e non ho ancora raggiunto a pieno lo stadio degli acciacchi continuativi e degenerativi :crying: , ma il problema si presenterà inevitabilmente col passare di pochi altri anni..
In particolare sembra veramente che la nostra generazione sia l'ultima che continua ad essere appassionata al modellismo ferroviario, i giovani e pure quelli di mezza età non sembrano avere alcun interesse in un hobby considerato paleolitico dopo l'avvento dell'entertainment più o meno virtuale facilmente ed economicamente a disposizione di tutti con un banale smartphone o console giochi da poche centinaia di euro, al confronto con le svariate migliaia di euro che sappiamo ben di aver speso noi per la nostra collezione di loco, vagoni, binari, CS2 o 3 etc...
E' sicuramente un hobby destinato all'estinzione, presto o tardi, anche solo per mancanza di seguito una volta che noi saremo spariti..
Detto questo però aggiungo: chi se ne frega, finche campo, o forse più saggiamente fino a che ci riesco, continuerò ad appassionarmi a questo mondo che si evolve, anche se certamente più lentamente di quanto si evolvano altri settori ludici, e che mi procura non dico grandi emozioni, ma sicuramete piccole soddisfazioni quando si riesce a fare qualcosa di nuovo, che so.. una trasformazione di una vecchia loco, un nuovo plastico, una evoluzione in digitale di segnali o scambi etc etc... Tutta attività che comunque ci serve a mantenere vivo il nostro (raggrinzito) cervello, e che quindi non può che far bene.. :cool:

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#24 Messaggio da mdamilano »

Ciao a tutti,

Condivido sostanzialmente tutte le considerazioni fatte. Solo una nota sul futuro del ferromodellismo. L’ultima volta che sono stato a Monaco lo scorso Maggio ne ho approfittato per fare un salto in un paio di negozi di trenini, Gleis 11 alla stazione centrale e Modellbahn centrum vicino a Ostbahnhof ed in entrambi i casi ho trovato clienti che stavano acquistando modelli e accessori che sembravano avessero un età tra i 30 e i 40 anni…magari in Germania il ferromodellismo ha un futuro oppure si è trattato di un caso…
Io per parte mia a quasi 60 anni sono alcune sere che sono rannicchiato sotto il mio costruendo plastico per installare i servo per gli scambi della stazione nascosta più piccola…non é facile ma mi diverto così…
Salutissimi

Massimo D.
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#25 Messaggio da luferr52 »

Qualche considerazione personale sull’argomento; secondo me chi ruota attorno al mondo del fermodellismo rientra, non in modo esclusivo, tra le seguenti tre categorie: collezionisti, plasticisti e movimentisti (senza riferimento alla politica ma alla figura del dirigente movimento in ferrovia).
Ora chi privilegia il collezionismo non ha di certo i problemi che lamenta Giuseppe; i modelli acquistati fanno al massimo brevi escursioni su un tracciato limitato e vanno poi a far bella mostra di se in apposite teche.
Anche il plasticista, la persona cioè che cerca di ottenere dalle sue creazioni e/o dal materiale acquistato effetti plastici, di rilievo, di grande espressività, se incontrerà difficoltà saranno più specifiche a questo ambito. In questo caso infatti l’accento è rivolto più agli effetti scenici, come testimoniano foto e video, che non alla circolazione dei treni e/o al movimento delle manovre.
E’ infine chi privilegia vedere girare un certo numero di convogli compositi sul tracciato che si imbatte nei problemi che lamenti. D’altra parte quando il tracciato si complica, aumentano i gradi di libertà, salite e discese si ampliano, i convogli si allungano, il materiale diventa sempre più vario e composito è inevitabile che i problemi crescano e non in modo lineare.
Che fare?
Magari riesci ad ampliare la parte collezionista di te, se non nell’acquisto, sempre più oneroso, nell’esposizione migliore del materiale che hai; se poi, a differenza del sottoscritto, hai abbastanza manualità puoi curare con più attenzione paesaggio e scenografia.
Infine riprogettare semplificando il tracciato; hai a disposizione un “ambiente dedicato, munito di sistema di deumidificazione e con buona ventilazione naturale all'occorrenza”, il che è di pochi e piange il cuore abbandonarlo, l’importante è riuscire ad utilizzarlo al meglio rispetto alle tue capacità: attuali e future.
E quindi? Magari due stazioni di testa su due lati opposti del locale, collegati da un semplice tracciato con pochi rilievi, ampie curve, pensato più per far viaggiare pochi compositi convogli e di conseguenza anche una logica di movimento semplificata potrebbe essere una indicazione da approfondire; queste le mie considerazioni luigi

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#26 Messaggio da Torrepisana »

Per Lucio,
intendi dire protrusioni?
Se sono questi,ti faccio tanti auguri che tu possa guarire al piu`presto.
Auguri anche agli altri amici acciaccati del foro. :heart:
Romens.

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Vanni
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#27 Messaggio da Vanni »

“Suae quisque faber fortunae est”
Ognuno è artefice della propria sorte
Antica massima, che Sallustio attribuisce ad Appio Claudio Cieco, e che si suole citare per affermare che nella vita dell’uomo conta più la volontà e l’azione che l’intervento della sorte... (Treccani)

Se questo concetto è vero nelle generiche vicende della vita, lo è ancor più nell’ambito ferromodellistico ed in particolare nei discorsi che ci portano a parlare del nostro plastico.
In sintesi, nella misura in cui progetti il tuo plastico, così devi aspettarti che il tempo evidenzi i pregi e soprattutto i difetti della tua creazione.
Quindi, un ventenne che preso dal fuoco mistico del trenino (ipotesi pressoché assurda) voglia progettare il suo plastico, non terrà in alcun conto la difficoltà conseguente al necessario contorsionismo richiesto per il raggiungimento dei punti più remoti del plastico. Troppi anni dovranno trascorrere prima di doversi arrendere all’avanzare delle ruggini osteo-articolari, e magari nel frattempo l’opera creata sarà stata sacrificata sull’altare di ben altre esigenze vitali.
A metà strada per contro, il cinquantenne che si trovi ad affrontare finalmente la realizzazione di un proprio sospirato progetto ferromodellistico, avendo trovato lo spazio adeguato (sovente la stanza del figlio liberata dall’ingombrante presenza), vorrà dar vita ad un progetto il più delle volte addirittura faraonico, con sviluppi plano-altimetrici molto ambiziosi... Nell’ottimistica visione della vita e del proprio stato di salute, volendo intenzionalmente ignorare i segni premonitori dell’imminente decadimento psicofisico, il cinquantenne si misurerà sulle correnti prestazioni contorsionistiche al momento ancora accettabili, e confidando sui quotidiani allenamenti e sulle vaghe promesse farmacologiche, “prenderà le misure” per fare qualcosa di ancora sufficientemente agevole.
E tutto andrà ancora bene per una manciata di anni.
Poi tuttavia ben presto si troverà nelle stesse condizioni del suo amico settantenne, che per dare un nuovo senso ad una esistenza diventata piuttosto avara di soddisfazioni, vorrà ancora misurarsi nella realizzazione dell’ennesimo plastico, stavolta l’ultimo però, anche perché si rende conto che non ha senso tenere quel mucchio di modelli accumulati negli ultimi anni fermi allineati sugli scaffali di un mobile.
E quindi troviamo il vecchietto intento a fare i conti centellinando i centimetri di spazio che ancora consentano di raggiungere i suoi amati modelli regolarmente sviati o bloccati nei posti più improbabili.
Sapendo, o arreso ormai nel sapere, di non potersi più infilare a quattro gambe sotto il plastico pena la penosa visione di un corpo rimasto ormai in balia del soccorso della volonterosa compagna, moglie o badante, con lo stesso compito del cavatappi alle prese con un sughero ostinato, il nostro attempato progettista dovrebbe piuttosto saper limitare gli orizzonti dimensionali, sia orizzontali e ancor più verticali del progetto.
Gli anni che seguono dichiareranno la definitiva condanna dell’hobby che ci aveva tenuto ancora vivi per un po’, e alla fine ci dovremo rassegnare all’evidenza: lasciamo perdere i trenini ed accomodiamoci sulla nostra poltrona ad ascoltare un buon disco di musica, chè è meglio....
“Dell’oltraggioso scorrere degli anni fare una musica, un sussurro, un simbolo...” (J.L.Borges “L’Artefice”)
Parafrasando le parole del poeta argentino, potremmo rimediare all’oltraggio degli anni che passano fantasticando su plastici ideali, ed alla fin fine potremo consolarci ritenendo che il nostro plastico, creato lungo lo scorrere di diversi anni, non resta che il simbolo della nostra trascorsa esistenza ferromodellistica.
Vanni

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#28 Messaggio da Admin »

@Vanni: Grande !!! :yes:
Saluti
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marcok
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#29 Messaggio da marcok »

201382418394_Miba.JPG
Queasta va sempre bene !
Dopo il Covid per un po' basta hobby al chiuso . Io sono appena andato a fare un giro
in montagna con paseggiata annessa .
Ciao
Marco
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Schnellzug
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#30 Messaggio da Schnellzug »

Dopo tutte queste considerazioni, consigli, partecipazione ad esperienze, il mio stato d'animo, dopo un iniziale miglioramento dell'umore, si è attestato su di un medio stato depressivo reattivo, focalizzato sul futuro della mia attività modellistico ferroviaria.
La mia condizione fisica è ancora discreta, decisamente in (lento) miglioramente dopo l'infortunio al ginocchio che ha scatenato la mia sindrome depressima.
Però...
Improvvisamente i treni hanno cominciato a bloccarsi, senza apparente motivo in un punto nemmeno tanto scomodo dell'impianto, perchè vicino ad una delle botole di accesso. Binari puliti accuratamente senza risultato. Alla fine un pò di abrasione sui punti di contatto e problema risolto. Rimane il mistero: perchè in quel punto, solo quel punto, da ieri ad oggi?
Evidentemente l'ossidazione dei punti contatto - solo di quelli - deve avere una ragione. Al momento sconosciuta.
Insomma, forse è proprio arrivato il momento di farmene una ragione, anche considerando le vostre preziose esperienze.
Progetterò qualcosa, poi vedremo.
Un saluto a tutti.
Giuseppe

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ansemo
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#31 Messaggio da ansemo »

Vedo che sono in buona compagnia, quanto meno ad età, con tutti gli acciacchi da molti menzionati.
Ormai mi dedico molto al collezionismo, con stanze piene di bacheche e armadi.
Poi, se voglio far girare qualche convoglio in analogico, ho a disposizione il Toporama. E in cantina un impianto di collaudo con diversi ovali concentrici dove possono circolare analogico M a punti di contatto, analogico con terza rotaia, digitale con binario K e 6021, digitale con binario C e Mobile Station, e binari "modello" utilizzabili sia per la continua che per l'alternata.
Inoltre sto realizzando un mini impianto con binario K che sarà idoneo sia all'analogico che al digitale.
Basta e avanza per la mia età e la mia voglia di lavorare.
Molti amici hanno venduto tutto, in considerazione del fatto che le quotazioni dei modelli obsoleti calano di anno in anno, ma io ancora mi diverto a "giocare" con i trenini, e per ora non penso di smettere.
Poi, quando sarà il triste momento, ho lasciato a mia figlia gli indirizzi di alcune case d'asta tedesche specializzate nel settore; se sono interessati a una collezione di circa mille pezzi si faranno vivi.
Per quanto riguarda la domanda che si è posto Schnellzug, dico che è molto pertinente. Ma ognuno di noi ha una storia personale diversa e pertanto credo che non si possa generalizzare.
Speriamo di poter disquisire ancora un pò su questi dubbi amletici.
Ciao a tutti.

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ftigli
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#32 Messaggio da ftigli »

Questo post fa riflettere.. il mio ultimo progetto richiede un po' di "elasticità" fisica.. per colpa di una inamovibile colonna di Cemento Armato la parte destra del plastico richiede il passaggio da sotto per forza di cose.. ho messo pannello di legno liscio e la cosa è abbastanza agevole.. lo ho fatto cosi' pur avendo oramai 60 anni perche' mi impongo (con piacere) allenamenti fisici costanti che per ora funzionano.. (3/4 allenamenti in bici da corsa a settimana, max 100-120 km con palestra per i muscoli restanti.. e i vantaggi ci sono ! :-)
ftiglius

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Raffa
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#33 Messaggio da Raffa »

Complimenti!
A 60 anni si è ancora in forma, poi con gli allenamenti e biciclettate che fai sicuramente essi infuiscono positivamente sul fisico!
Io purtroppo non ho un plastico però frequento il GFA di Arezzo dove c'è un plastico abbastanza grande, e lì faccio smuovere i miei modelli.
Sfortunatamente però detto plastico ha lo scartamento H0 e quindi non posso farvi circolare gran parte dei miei modelli di tram che hanno lo scartamento metrico (H0m), per cui ogni tanto li faccio sgranchire su una tavola sulla quale è posizionata una rotaia con questo scartamento.
Non mollare mai!
Buona giornata!
Raffaele

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